Sicurezza sul lavoro: Alleanza delle Cooperative, condivisibili i presupposti del D.d.L. Speranza e altri, ma poco convincente la traduzione operativa delle proposte

Sicurezza

I presupposti di fondo che ispirano il disegno di legge presentato dall’On. Speranza ed altri, che ha il merito di riproporre un tema di assoluto rilievo come la sicurezza nei luoghi di lavoro e la prevenzione degli infortuni, sono condivisibili, ma la traduzione operativa delle modifiche normative proposte non convince pienamente.

Ad affermarlo, nel corso di un’audizione il 3 luglio, presso la commissione XI della Camera sul D.d.L. Speranza e altri in materia di vigilanza e sicurezza sul lavoro e di prevenzione ed assicurazione contro gli infortuni, sono stati i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative Italiane,sottolineando che la proposta di legge, presentata quasi un anno fa, non poteva prevedere alcune novità introdotte nell’ultima legge di bilancio sia sul fronte assicurativo sia in merito alla scelta di assunzione di nuovi ispettori, sebbene quest’impegno non si sia ancora pienamente concretizzato.

Inoltre, a giudizio dei rappresentanti dell’Alleanza, alcune delle soluzioni proposte nel D.d.L. rischiano di complicare un quadro normativo già molto articolato. È il caso, ad esempio, della previsione di aggiungere non meglio specificate associazioni ai soggetti chiamati a concorrere allo sviluppo del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione, che dovrebbe invece coinvolgere solo le parti sociali comparativamente più rappresentative. E, ancora, delle proposte che vanno ad incidere sulla distribuzione di competenze in materia tra Ispettorato Nazionale del Lavoro ed Inail.

Sarebbe invece opportuno -secondo l’Alleanza- concentrare l’attenzione su altri aspetti accantonati o recentemente emersi come priorità, ad esempio un’applicazione uniforme della normativa vigente nelle diverse Regioni, l’attuazione di disposizioni già in vigore, la necessità di evitare il rischio che la riforma Inail, varata a titolo sperimentale per il triennio 2019-2021 e resa strutturale a partire dal 2023 con il decreto Crescita, possa generare un “buco” nel 2022 producendo incertezza sulle tariffe da applicare.

Ma i rappresentanti dell’Alleanza hanno sottolineato anche un altro aspetto: per costruire una cultura della sicurezza e rafforzare la prevenzione serve un’assunzione condivisa di responsabilità ed un impegno comune da parte di tutti i soggetti interessati. In questo senso hanno indicato l’esigenza di valorizzare maggiormente il ruolo delle parti sociali, ad esempio con opportune modifiche normative che salvaguardino la composizione tripartita della Commissione Consultiva Permanente sulla Sicurezza, dove le parti sociali sono protagoniste attive insieme alle altri componenti (amministrazioni centrali e Regioni).

Senza dimenticare, nello specifico della cooperazione, l’azione di contrasto alle false cooperative e all’utilizzo di contratti pirata, due fenomeni ai quali sono spesso correlati scarsi livelli di attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.

 


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