Editoria, bene le aperture del sottosegretario Martella

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Alleanza delle Cooperative Comunicazione guarda con favore all’indirizzo che il Governo ha assunto in tema di editoria e informazione, anche in seguito ai richiami più volte giunti sull’importanza del pluralismo e della libera stampa da autorevolissimi personaggi come il Presidente della Repubblica e Papa Francesco.

Le anticipazioni sul programma di lavoro annunciate dal nuovo Sottosegretario Andrea Martella vanno tutte nella giusta direzione: tutela della libera informazione all’interno dei meccanismi democratici, riconoscimento del ruolo fondamentale del lavoro giornalistico, certezza di sostegni diretti e indiretti per garantire il pieno pluralismo, sostegno alla domanda di lettura di quotidiani, periodici e libri. Ma ci sono anche altri argomenti urgenti su cui intendiamo fornire un contributo a tutto tondo, come la lotta alla diffusione delle “fake news”, la tutela del copyright in rete di fronte allo strapotere degli “over the top”, il riconoscimento dell’importanza delle comunità locali e culturali.

Vi era la necessità di voltare pagina, dopo l’ennesima stagione di attacchi alle voci libere dell’informazione e ci fa piacere che la battaglia di civiltà di “Meno Giornali Meno Liberi”, su cui ci impegniamo da anni, sia diventato patrimonio condiviso di elaborazione culturale e politica della maggioranza di governo.

Il tempo però stringe: i tagli imposti con l’ultima legge di bilancio al Fondo per il pluralismo rendono molto difficile la prosecuzione dell’attività, in particolare per le realtà più strutturate che fanno dell’applicazione dei contratti di lavoro e delle regole un cardine imprescindibile della loro attività.

Nell’augurare al Sottosegretario un buon lavoro, ci rendiamo disponibili per un confronto immediato, con l’obiettivo di allargare il panorama delle voci in un mercato sempre più ristretto e oligopolistico; con  la convinzione che, come sostiene la presidente Giovanna Barni e i copresidenti Irene Bongiovanni e Carlo Scarzanella, «il contributo dell’impresa culturale organizzata in forma cooperativa possa essere fondamentale per la coesione sociale e nella lotta alla povertà culturale ed educativa oltre che come motore di sviluppo economico a livello territoriale e verso una più ampia filiera intersettoriale aperta all’innovazione digitale ma attenta alla sostenibilità»


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