DL imprese: Alleanza delle Cooperative, tempestività erogazioni principale criticità

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La tempestività delle erogazioni rappresenta la principale criticità rispetto all’efficacia delle misure previste dal DL Imprese: occorre perciò semplificare, snellire e chiarire gli aspetti burocratici e la modulistica, in modo che alle singole banche venga riservato un minimo di personalizzazione delle procedure, introducendo al contempo la possibilità, per chi richiede il credito, di autocertificare il rispetto o il possesso di determinati requisiti.
Ad affermarlo, nel corso dell’audizione sul DL 23/2020 svoltasi presso la Commissione Attività Produttive della Camera, sono stati i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative che hanno comunque espresso un giudizio complessivamente positivo sull’impianto del provvedimento, con un particolare apprezzamento per l’assimilazione alle PMI delle imprese labour intensive, come molte cooperative, che potranno così beneficiare degli interventi di garanzia dello specifico Fondo centrale.
Per quanto riguarda i requisiti per accedere alla garanzia del Fondo, l’Alleanza delle Cooperative chiede una correzione alla norma che la concede anche alle imprese ammesse alla procedura del concordato in continuità aziendale in data successiva al 31 dicembre 2019, nel senso di riconoscerla anche a quelle ammesse alla stessa procedura prima di tale data, in virtù del fatto che dovranno comunque essere sottoposte a valutazione da parte degli enti creditizi.
Altra richiesta dell’Alleanza, quella di portare dagli attuali 25mila euro ad almeno 80-100mila euro la soglia dell’importo dei finanziamenti per i quali viene prevista una garanzia dello Stato al 100%.
Accanto alle indicazioni relative agli interventi per garantire liquidità alle imprese, l’Alleanza delle Cooperative ha avanzato una serie di proposte di natura fiscale e per lo sviluppo.
Tra queste, la proposta di allungare la proroga del termine per lo svolgimento dell’Assemblea nelle società cooperative fino al 30 settembre 2020, considerando la complessità dell’iter per le cooperative che debbono svolgere assemblee separate in preparazione dell’assemblea generale; l’introduzione, per il periodo dell’emergenza, di una tassazione agevolata al 10% dei premi aggiuntivi e degli straordinari; l’aumento da sei a dodici delle mensilità del reddito di cittadinanza anticipate, in un’unica soluzione, per i beneficiari che vogliano avviare un’esperienza di autoimprenditorialità, anche in forma cooperativa; la riforma del trattamento fiscale del ristorno, prevedendo che le somme destinate ad aumento del capitale sociale possano essere soggette ad imposta all’atto della loro attribuzione, con l’applicazione di una ritenuta del 12,50%.
Dall’Alleanza è venuta poi la proposta di una riforma della disciplina della sugar tax e della plastic tax, anticipata da un periodo di sospensione dell’applicazione di tali imposte, che contempli due modifiche essenziali: per la sugar tax, l’esclusione dall’imposta per le bevande edulcorate con un contenuto minimo di frutta pari o superiore al 50%; per la plastic tax, l’esclusione dall’imposizione dei manufatti plastici destinati al contatto con gli alimenti e che, per prescrizione normativa o esigenze di sicurezza alimentare, sono composti per almeno il 50% da plastica vergine.
Sul piano del welfare, da segnalare la proposta di portare da 200mila a 500mila euro il limite del “de minimis” in base al quale le Regioni possono ridurre o azzerare l’aliquota Irap ordinaria da applicare agli enti del Terzo Settore e l’incremento di 50 milioni, per il 2020, del Fondo inquilini morosi incolpevoli, a sostegno del pagamento del canone di locazione per nuclei famigliari a basso reddito e che hanno subito una perdita temporanea dello stesso, comprese le famiglie che sono in locazione in alloggi di housing sociale e di cooperative di abitanti a proprietà indivisa.
Infine, nell’ambito di un Piano straordinario per la cultura e il turismo che il governo dovrebbe approntare per assicurare la sopravvivenza alle imprese di questi settori particolarmente colpiti dalla crisi in atto, la proposta di introdurre un sostegno alle imprese per innovazione di prodotto, nella forma di un credito d’imposta per l’innovazione culturale e turistica, del 70% sugli investimenti effettuati per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi culturali e turistici da parte di imprese e reti di imprese, effettuati in collaborazione con università e centri di ricerca accreditati.


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