CASA ITALIA, ALLEANZA COOPERATIVE “BENE LE LINEE DEL DECRETO ILLUSTRATE DAL COMMISSARIO ERRANI”

Definizione di aree omogenee per rilanciare l’economia oltre la ricostruzione attraverso un’aggregazione delle aree interne colpite dal sisma; finanziamento delle abitazioni da ricostruire attraverso il credito d’imposta fino al 100%; riattivazione delle economie locali attraverso il prestito d’onore, il credito agevolato e il fondo di garanzia per le Pmi, anche per promuovere processi d’aggregazione; obiettivo principale di ricostruire il territorio e garantire la ripresa delle attività economiche locali, condizione indispensabile per evitare l’abbandono di questi territori; trasparenza e legalità di tutte le imprese che lavoreranno con i fondi stanziati per la ricostruzione.

Sono queste le principali misure illustrate alle parti sociali, questa mattina a Palazzo Chigi, da Vasco Errani, Commissario straordinario per la ricostruzione e ripresa economica delle zone colpite dal sisma del 24 agosto, che saranno contenute nel decreto di prossima emanazione. Filippo Turi direttore Agci, intervenendo per l’Alleanza Cooperative Italiane – presenti Rossana Zaccaria presidente Legacoop Abitanti e Massimo Stronati presidente Federlavoro e Servizi Confcooperative – ha giudicato «fondamentale non solo il pieno rispetto del codice degli appalti, ma anche l’utilizzo di strumenti quali la White List e l’adozione di procedure speciali sul modello di quanto realizzato per Expo, al fine di garantire legalità e trasparenza nella gestione delle procedure di gara alle quali tutte le imprese che opereranno in quelle aree dovranno attenersi». Massimo Stronati ha espresso apprezzamento «per la scelta delle quattro stazioni appaltanti regionali oltre MIBACT. Ha chiesto poi approfondimenti sulla natura del decreto, i tempi e la continuità di spesa attraverso la legge di stabilità e l’estensione degli appalti anche ai servizi, dal facility management, a quelli socio assistenziali e sanitari»

In particolare l’Alleanza ha espresso la condivisione delle linee del decreto per la ricostruzione, evidenziando in particolare la positività degli obiettivi che mirano a ricostruire secondo il modello territoriale, rimanendo sul posto e favorendo la riattivazione economica delle aree colpite dal sisma attraverso una strategia che deve passare dalla gestione delle emergenze ad una politica di prevenzione e messa in sicurezza del territorio nazionale.

A Expo di Milano il convegno sulla riforma dell’editoria

Roma, 17 giugno 2015 – Un incontro che intende contribuire al processo di Riforma dell’intera filiera editoriale avviato da poche settimane da parte del sottosegretario con delega all’Editoria, Luca Lotti; una Riforma che dovrebbe poter contribuire a dare nuovo slancio ad un settore economico così importante e delicato per ogni Paese democratico sia dal punto di vista occupazionale e industriale, sia da quello della tutela e promozione di un effettivo pluralismo dell’informazione.

Si terrà giovedì 18 giugno 2015 all’Expo di Milano dalle 10.30 alle 13.30, presso l’Auditorium di Cascina Triulza, ne discutono Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, Federazione Italiana Liberi Editori e Federazione Italiana Settimanali Cattolici.

Nell’Assemblea verranno evidenziate le proposte delle realtà cooperative e non profit per costruire un quadro normativo in grado di dare nuove prospettive di crescita al settore, in una logica attenta a valorizzare l’apporto specifico e indispensabile di ogni componente della filiera editoriale (giornali, online, radio, tv, agenzie, distribuzione, oltre a giornalisti, grafici e poligrafici, componenti essenziali di questo settore) e a premiare nuove capacità di innovazione.

Il contributo dei giornali, delle testate online, delle radio e delle tv ad un’informazione plurale , soprattutto a livello di prossimità, è insostituibile; è necessario pertanto definire gli  strumenti normativi  di sostegno, indirizzo e controllo da parte dello Stato per ancorare gli indispensabili interventi pubblici alla crescita dell’occupazione e dell’innovazione. Sarà anche, questo, il modo per garantire la massima trasparenza verso i cittadini.

Nell’incontro di Cascina Triulza si parlerà, inoltre della riforma della Rai; della ridefinizione dei tetti pubblicitari; della responsabilità sociale dell’informazione; della tutela del lavoro professionale e del sostegno al reddito e all’occupazione nelle diverse realtà editoriali; delle start up di impresa.

Dopo il successo della campagna #menogiornaimenoliberi, promossa comunemente da 9 associazioni a tutela del pluralismo dell’informazione,  nell’Assemblea sarà anche affrontato il tema dell’adeguamento indispensabile dello stanziamento e delle risorse sufficienti a finanziare il contributo diretto all’editoria 2014 e 2015 per le oltre 130 testate cooperative e altre realtà non profit, già fortemente colpite dai tagli indiscriminati dei contributi sui bilanci del 2013.

Anche su questo punto sarà importante ascoltare la posizione e le proposte del Governo, degli esponenti  del Parlamento, della Conferenza delle Regioni e delle altre realtà presenti  all’incontro.

Le conclusioni dell’iniziativa saranno tenute dal presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Rosario Altieri.

Tutto il percorso di elaborazione e confronto sul tema della Riforma sarà poi seguito ed ospitato dal blog della campagna #menogiornalimenoliberi.
L’iniziativa è promossa in collaborazione con ReteCulture, un modello sostenibile di valorizzazione del patrimonio territoriale italiano ed europeo presentato nei giorni scorsi proprio all’Expo di Milano da Coopculture.

 Convegno editoria

 

 

 

Terzo settore: «Riforma nella direzione giusta, controlli siano intelligenti»

«Va nella giusta direzione e pone le basi per intervenire su un settore che da tempo aveva necessità di essere ordinato con maggior chiarezza e trasparenza». Così Giuseppe Guerini, portavoce Alleanza Cooperative Sociali commenta positivamente l’approvazione del disegno di legge delega per la riforma del terzo settore da parte della Camera.

«Tra i punti centrali del provvedimento – aggiunge Guerini – si evidenzia l’introduzione di una doppia rete di controlli, con l’azione esterna del ministero del Lavoro e dall’Agenzia delle entrate associata a un sistema di accertamenti interni, sulla quale si giocherà la buona riuscita della riforma. Avviare un meccanismo di controlli – continua la nota – più stringente e basato sulla massima trasparenza eviterà che le imprese sane continuino a essere danneggiate da quelle che speculano su un settore cui il governo, nel testo del provvedimento appena approvato, riconosce finalità d’interesse generale, poiché fondato sulla cultura della sussidiarietà e della partecipazione attiva dei cittadini alla vita economica».

«Auspichiamo che i controlli siano intelligenti e non appesantiscano ulteriormente gli oneri burocratici che già gravano sulle imprese e che il provvedimento venga integrato da norme che diano maggiore impulso all’economia sociale. Il reale completamento della riforma – conclude Guerini – dipenderà dall’impostazione dei provvedimenti ad essa collegati, soprattutto in ambito economico».

ICA-ILO – Ricerca globale: cresce la partecipazione delle donne nelle cooperative

Logo ICA

Brussels 9 marzo 2015 – Da una ricerca on-line realizzata dall’Unità Cooperative dell’International Labour Organization, congiuntamente con l’International Cooperative Alliance, emerge che per  il 75% di coloro che hanno partecipato alla ricerca, la presenza delle donne nelle cooperative è aumentata nel corso degli ultimi 20 anni. I risultati della ricerca sono stati presentati in occasione di una tavola rotonda che si è tenuta il 10 Marzo alle Nazioni Unite sul tema “Cooperative: Eguaglianza di Genere ed Empowerment delle Donne”. Il dibattito è stato organizzato a latere della 59°Sessione della Commissione ONU sullo Status delle Donne, che si tiene a New York dal 9 al 20 marzo.

 

La Presidente ICA, Dame Pauline Green, nel corso del suo intervento, ha ribadito che “la ricerca congiunta dell’Alleanza e dell’ILO mette in luce l’efficacia unica del modello cooperativo nell’offrire alle donne un modo dignitoso di uscire dalla povertà, spesso dalla violenza e dagli abusi” -la Presidente ha inoltre aggiunto che- “è particolarmente importante il dato relativo ad un crescente numero di donne in posizioni di leadership, in particolare nei settori della finanza e delle assicurazioni”.

 

Le cooperative stanno acquisendo un crescente impatto positivo sulle donne, l’80% delle risposte ha indicato che le cooperative sono imprese migliori di altri tipologie d’imprese private o pubbliche nel promuovere l’eguaglianza di genere. “Le cooperative hanno una storia nel contribuire all’eguaglianza come all’empowerment socio-economico”, ha sottolineato Simel Esim, Capo dell’Unità Cooperative dell’ILO.

 

“Considerando che il 2015 è il 20°anniversario dell’adozione della Dichiarazione delle Nazioni Unite di Pechino sull’eguaglianza di genere e l’empowerment delle donne, i risultati di questa ricerca riflettono una tendenza positiva per quanto concerne la partecipazione delle donne ed il loro avanzamento attraverso il movimento cooperativo” ha ricordato Simel Esim.

Le risposte al questionario sono state circa 600: dal mondo cooperativo, accademico, governativo, dalla società civile ecc. Il 50% delle risposte sono arrivate dall’Europa ed il 15% dall’Asia e dal Nord America rispettivamente. Le restanti risposte sono giunte dall’Africa Subsaharia, America Meridionale e Centrale, Medio Oriente e Nord Africa.

 

La cultura e il quadro giuridico sono le barriere più significative

Le questioni legate alla cultura locale sono le maggiori barriere all’eguaglianza di genere nelle cooperative secondo l’opinione del 65% degli intervistati. Altri fattori importanti in grado di contribuire ulteriormente a promuovere l’empowerment delle donne e l’eguaglianza di genere nelle cooperative  sono  il sostegno da parte della società civile ed il riconoscimento da parte dello Stato.

La ricerca dimostra che l’accesso a opportunità di occupazione è stata anche indirettamente promossa dalle cooperative in settori come l’abitazione, la sanità, la tutela dell’infanzia e la cura degli anziani, che offrono alle donne servizi accessibili che consentono loro di lavorare.

 

L’opportunità delle donne di partecipare alla governance è di massima importanza:

Circa i due terzi delle risposte hanno sottolineato che l’opportunità delle donne di partecipare alla governance ed alla gestione è di massima importanza per il futuro delle cooperative.

Nonostante il 50% delle risposte sottolinei l’importanza dell’educazione e della formazione dei soci come fattori vitali per le cooperative, la stessa percentuale di risposte evidenzia che nelle cooperative viene dedicata poca attenzione a sessioni di formazione dedicate all’empowerment delle donne e all’eguaglianza di genere.

I dati aggregati dimostrano vi sia un’attenzione crescente alle questioni di genere, al percorso delle donne in posizioni di leadership e una crescita di cooperative al femminile. In Europa e Nord America ad esempio vengono rilevate casi interessanti nel settore finanziario e delle cooperative sociali, mentre progressi interessanti in tal senso si registrano nel settore agricolo in Africa, America Latina ed India.

ICA, Giornata Internazionale della Donna 2015, il Messaggio del Comitato Mondiale per la Parità di Genere

“Dare potere alle donne per dare potere all’umanità: impegno del cooperativismo”

Tradizionalmente, l’idea del potere è stata associata al controllo ed al dominio. In molti scenari, soprattutto nell’ambiente globale dell’economia capitalistica, l’aumento del potere di alcuni significa la perdita di potere per altri.
Ma nel movimento cooperativo non è così. Al centro della nostra dottrina filosofica il potere significa “associarsi con altri e agire con il consenso”. Il termine, che per un lato può alludere alla soppressione, per noi include il senso di resilienza, di poter decidere e una fonte di emancipazione. Questo è il cuore dell’empowerment.
L’invito molto importante delle Nazioni Unite per questo 8 marzo 2015, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna, è quello di dare potere alle donne e di immaginare questo slancio di empowerment esteso a tutta l’umanità. Siamo chiamati a ricreare un mondo in cui ogni donna possa assumere le proprie decisioni, come la partecipazione alla politica, allo sviluppo economico, all’educazione, alla creazione d’impresa, a godere dei frutti della democratizzazione della ricchezza e vivere in una società senza violenza e discriminazione.
Questo invito giunge in un anno storico, in cui si celebra il 20° anniversario della Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne tenutasi a Pechino, il 2015 è l’anno in cui il mondo si prepara a definire un’agenda di azione globale per lo sviluppo sostenibile.
In questo scenario mondiale, l’ICA era presente a Pechino 20 anni fa e lo siamo anche oggi in occasione delle celebrazioni di “Pechino + 20”, assumendo i nostri impegni come organizzazione leader dello sviluppo cooperativo nel mondo. Immaginare un mondo in cui le donne vivano in parità di diritti e con piena giustizia sociale che garantisca ed estenda le loro libertà, è un invito che il movimento cooperativo ed il Comitato mondiale di parità di genere dell’ICA accettano con convinzione.
Siamo convinti, come deciso a Pechino, che “il rafforzamento delle questioni relative alla piena partecipazione delle donne in condizioni di eguaglianza in tutte le sfere della società, compresa la partecipazione ai processi decisionali e l’accesso ai ruoli di alta dirigenza, siano fondamentali per il raggiungimento della parità, lo sviluppo e la pace”.
Sappiamo che l’empowerment delle donne è un presupposto necessario per la parità di genere. L’avanzamento nell’eguaglianza di diritti e nell’eguaglianza di genere dipenderà dalla capacità di trasformare le nostre relazioni di potere tra uomini e donne e nella società. Ma, a sua volta, promuovere l’equità di genere è una chiave determinante per processi sostenibili di empowerment femminile.
L’Empowerment è la forza originale che dà alla cooperazione il suo potenziale di attore di cambiamento. La cooperazione in sé, per definizione, include l’empowerment.
Dobbiamo partire dalla convinzione che siamo capaci; che siamo in grado di sviluppare e di utilizzare le risorse che ci permettono di prendere in mano il controllo del nostro destino e di essere protagoniste attive dello stesso; con una capacità di affrontare, confrontarci ed assumere le decisioni per il nostro futuro e lo sviluppo.
Nel 2010 in occasione celebrazione della nostra Giornata Internazionale delle Cooperative, abbiamo riconosciuto che questi temi appartengono al movimento cooperativo sin dalle nostre origini ed abbiamo riflettuto pubblicamente sulle modalità attraverso le quali le imprese cooperative promuovono l’empowerment delle donne.
Con riferimento alla nostra natura ed ai principi cooperativi siamo costretti a ripensare costantemente le relazioni gerarchiche di potere e di subordinazione, imposte come naturali dalla società. I principi di uguaglianza, democrazia, autonomia, responsabilità, aiuto reciproco e solidarietà offrono alle donne la possibilità di essere ascoltate e considerate come soggetti portatori di significato e di credibilità.
Questi propositi globali che sono stati alla base del movimento cooperativo dalle sue origini storiche, ci pongono oggi al centro della riflessione e dell’azione per quanto riguarda l’empowerment delle donne.
La celebrazione di quest’anno della Giornata Internazionale della donna, offre all’ICA ed alle sue organizzazioni aderenti uno scenario favorevole non solo per “immaginare” l’empowerment delle donne, ma anche per agire concretamente per realizzarlo. È una nuova opportunità di riconoscere i nostri punti di forza ed i successi come promotori di cambiamento e di trasformazione delle donne e degli uomini in una società con una maggiore equità. È anche un momento per riflettere sulle lacune, le sfide, le nuove opportunità che abbiamo di fronte per rispondere all’obiettivo di promuovere la leadership e la rivendicazione del potere delle donne.
Siamo chiamati a promuovere l’empowerment delle donne dalle molteplici alternative offerte dal nostro modello di sviluppo cooperativo: sul piano personale, su quello sociale, economico, lavorativo ed l’imprenditoriale, partendo dalle differenti opzioni per ottenere una vita dignitosa ed espandere le opzioni di libertà. E, inoltre, partendo da quello che alcuni hanno recentemente definito “empowerment speciale” delle donne, ossia offrire possibilità di protagonismo, voce e legittimazione delle donne nello spazio pubblico.
Come movimento cooperativo mondiale rifiutiamo i modelli tradizionali di potere di leadership e di autorità, e appoggiamo i modelli di autonomia sociale e leadership condivisa.
Le cooperatrici assumono l’autorità non come potere sopra gli altri o come mezzo di sottomissione e di segregazione, ma piuttosto come capacità di influenza, di gestione empatica e flessibile per un collegamento solidale con altri gruppi sociali, o con team di lavoro in cui primeggino l’ innovazione sociale, la creatività, e l’azione partecipativa democratica e la solidarietà.
Per questo, l’agenda cooperativa deve includere le seguenti azioni:

 

Rompere le percezioni di subordinazioni.
Dobbiamo lavorare ancora più duramente affinchè le donne rompano la percezione abituale di impotenza e di subordinazione, e che la loro maggiore consapevolezza divenga il detonatore per i processi di empowerment.

 

Promuovere capitale sociale e creazioni di rete.
La consapevolezza del potere interno delle donne e l’identificazione con altre persone che condividono la stessa situazione sono la base per il creare reti e costruire capitale sociale.

 

Dare visibilità alle esperienze ed alle voci femminili.
Dare visibilità alle donne ed alla leadership è un modo per promuovere il loro empowerment. In ogni cooperativa del mondo vi è una esperienza di autonomia e di leadership femminile.

 

Espandere le capacità delle donne la loro autorità.
Una donna che ha acquisito potere contribuisce al benessere della sua famiglia ed al benessere comune. Significa che una donna che acquisisce potere proietta alla comunità, il senso di sicurezza, capacità di guadagnarsi da vivere, capacità di operare in modo efficace nella sfera pubblica.

 

Per promuovere la proprietà, l’autodeterminazione e la negoziazione dei ruoli.
Le donne rappresentano il 70% dei poveri nel mondo e detengono solo l’1% della proprietà. Il movimento cooperativo deve continuare a promuovere iniziative che portino a più donne la proprietà. Il movimento cooperativo deve continuare a promuovere iniziative che portino ad un aumento del numero delle donne che possiedono collettivamente i mezzi di produzione, facilitare l’accesso al mercato ed alle opportunità di lavoro, all’autogestione ed ad una maggiore autonomia nell’organizzazione della loro vita.
Il dibattito all’interno del movimento globale e la sua azione in materia di eguaglianza di genere ed empowerment delle donne deve continuare. Il nostro impatto, come movimento, è ancora di dimensioni ridotte rispetto ai contributi che possono derivare dall’espansione di pratiche innovative.
Questioni vitali come aumentare la partecipazione attiva delle donne e la loro rappresentanza in posizioni di direzione, decisionali e di leadership, all’interno di cooperative, devono essere esaminate e valutate per promuovere ulteriori passi avanti.
Abbiamo stabilito prima e lo ribadiamo oggi che “un migliore equilibrio tra cooperatrici e cooperatori” è una forza rinnovatrice ed un vantaggio competitivo per le cooperative.
L’empowerment delle donne è ancora il modo migliore per rafforzare il ruolo sociale e l’impatto delle cooperative e della cooperazione nel suo complesso.
Questo implica oggi come ieri, l’impegno da parte degli uomini come agenti promotori dell’empowerment delle donne, partecipando agli sforzi che sono ancora necessari affinchè le donne sempre di più riconoscano il loro potere interiore e rafforzino le loro capacità di empowerment e di azione. In questo anno speciale di celebrazione della Giornata Internazionale della Donna del 2015 e degli eventi legati “Pechino + 20”, l’ICA sostiene gli sforzi e le iniziative delle migliaia di organizzazioni cooperative nel mondo che promuovono l’empowerment delle donne e sono agenti di trasformazione dei rapporti di potere per creare un mondo migliore per tutti.
Nell’ICA noi ci riconosciamo, di fronte al mondo, come un’organizzazione di cooperatori e cooperative impegnati nell’identificazione di modalità nuove e nell’azione quotidiana di promozione dell’ empowerment delle donne e dell’umanità. La base e la garanzia che rispetteremo questo impegno, é la garanzia stessa di mantenere viva la fiamma e la forza della nostra identità cooperativa ed il radicamento ai nostri principi. Il nostro appello, rivolto a tutti i cooperatori del mondo è di mantenere la nostra azione permanente e collettiva per raggiungere gli obiettivi sui quali ci siamo impegnati: consolidare un movimento cooperativo e società liberate per le donne egli uomini con l’autonomia, l’autodeterminazione e pari opportunità di esercitare e godere delle capacità e delle libertà che ci portano a definire e promuovere il nostro sviluppo ed il futuro desiderato.

 

María Eugenia Perez, Presidente
Colombia, Marzo 2015

Tutto pronto in Campania per costituire Coordinamento regionale dell’Alleanza Cooperative

Agci, Confcooperative e Legacoop costituiscono anche in Campania il Coordinamento dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. L’appuntamento per l’assemblea costitutiva è fissata per il prossimo 24 luglio, alle ore 10.30, presso la Sala del Parlamentino della Camera di Commercio di Napoli.

In controtendenza rispetto a logiche di frammentazione, il Coordinamento ha l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza e favorire lo sviluppo della cooperazione campana, nel segno dell’unità e della solidarietà. «Crediamo che il processo di integrazione – dicono i tre rappresentanti campani dell’Alleanza, De Gregorio, Stasi e Catalano – ci aiuterà a raggiungere risultati sempre più ambiziosi. Un percorso che affronteremo con determinazione per sostenere l’idea di impresa cooperativa che si è confermata, anche alla prova della crisi economica in atto, strumento forte di emancipazione e di dignità sociale».

Hanno già confermato la loro presenza: Pietro Foglia, presidente Consiglio Regione Campania, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, Raffaele Topo, capogruppo PD Consiglio Regione Campania, Maurizio Ottolini, vicepresidente nazionale Confcooperative, Rosario Altieri, presidente nazionale Agci, Mauro Lusetti, presidente nazionale Alleanza Cooperative Italiane. Interverrà per un saluto: Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio di Napoli.

 

Cooperazione sociale e carceri. “Dalla condanna al riscatto: verso nuovi modelli di reinserimento socio lavorativo”. Alleanza Cooperative Sociali e ministro Cancellieri a confronto

Dalla condanna al riscatto: verso nuovi modelli di reinserimento socio lavorativo. Se ne discuterà lunedì, 16 dicembre, al carcere di Bollate (Milano) alla presenza di Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia (il ministro sarà presente ai lavori tra le 9.00 e le 10.45).

Attesi tra i saluti istituzionali: Roberto Maroni, presidente Regione Lombardia; Giuliano Pisapia, sindaco Milano; Massimo Parisi, direttore del Carcere di Bollate. Aprirà i lavori: Andrea Fora, vicepresidente e coordinatore Area Giustizia Federsolidarietà Confcooperative.

Tavola rotonda coordinata da: Massimo Minelli, Alleanza Cooperative Sociali Lombardia: intervengono Giovanni Tamburino, presidente Dipartimento amministrazione Penitenziaria; Aldo Fabozzi, provveditore Regionale Lombardia Amministrazione Penitenziaria; Marco Morganti, amministratore delegato Banca Prossima; Giancarlo Brunato, responsabile settore cooperative B di Legacoop Sociali; Eugenio De Crescenzo, presidente Agci Solidarietà.

Concluderà i lavori, Giuseppe Guerini, portavoce nazionale Alleanza Cooperative Sociali.

Si prega di far pervenire le richieste di accredito alla mail cc.bollate@giustizia.it

 


Alleanza Cooperative Italiane

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