Salario minimo: definirlo per legge dove manca contrattazione

Salario minimo

L’obiettivo di determinare livelli minimi di retribuzione dignitosi per i lavoratori è condivisibile, ma va conciliato con l’esigenza di valorizzare il ruolo della contrattazione “leader”, ovvero sottoscritta dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale: dove è presente, spetta ad essa la determinazione del salario minimo; in tutti i settori nei quali è assente, o dove prevalgono contratti sottoscritti da soggetti non rappresentativi, il salario minimo può invece essere determinato per legge.

A sostenerlo sono stati i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro Pubblico e Privato del Senato, sui D.d.L. 351 e 658 in materia di salario minimo.

“Nei due disegni di legge presentati -hanno sottolineato- viene invece attribuito solo apparentemente un ruolo alla contrattazione, di fatto svuotato di senso dove il legislatore stabilisce dei salari minimi applicabili anche nei settori dove già esistono CCNL leader, con il conseguente rischio di un trascinamento verso il basso degli attuali livelli salariali minimi garantiti ai lavoratori”.

Quello della contrattazione “leader” è un tema sul quale il sistema cooperativo vanta, da oltre 10 anni, una specifica disciplina. Una norma della legge 31/2008, fortemente voluta dalle organizzazioni cooperative che hanno dato vita all’Alleanza e condivisa con il sindacato, impone infatti, per i soci-lavoratori, l’applicazione dei minimi contrattuali previsti dai CCNL sottoscritti dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

“Questa norma -hanno chiarito i rappresentanti dell’Alleanza- puntava a garantire, in un settore, quello cooperativo, fortemente inquinato da associazioni non rappresentative e dal proliferare di CCNL pirata, il rispetto della contrattazione sottoscritta dalle organizzazioni più rappresentative. Una norma la cui validità è stata riconosciuta dalla Corte Costituzionale e che andrebbe estesa a tutti i lavoratori delle imprese cooperative”.

I rappresentanti dell’Alleanza hanno infine sottolineato che per valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva occorre prevedere “anche un eventuale intervento normativo specifico sul tema della rappresentanza, che raccolga le indicazioni che le Centrali cooperative e i sindacati hanno condiviso lo scorso dicembre, in occasione della firma dell’accordo interconfederale per la riforma delle relazioni industriali”.


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