Piemonte: Alleanza Cooperative e Rete Imprese; fondi strutturali europei un “Patto per il Piemonte” contro la crisi

FSE

Torino, 29 ottobre 2013 – 2.5 miliardi di euro: tanto valgono i fondi strutturali europei. Rete Imprese Italia e Alleanza Cooperative Piemonte chiedono alla Regione discontinuità nella concertazione per la loro destinazione

Lo hanno definito “un patto per il Piemonte”, e l’obiettivo è presto detto: assicurare un’inversione di tendenza per quanto riguarda la destinazione dei fondi strutturali europei. A chiederlo sono le piccole imprese e le cooperative piemontesi, riunite nei due raggruppamenti associativi che fanno capo a Rete Imprese Italia (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA e Casartigiani) e Alleanza delle Cooperative Italiane (Confcooperative, Legacoop e AGCI), unite per la prima volta in una richiesta comune.

Le otto associazioni, in rappresentanza di 315mila imprese e di un milione di addetti, chiedono che i fondi 2014-2020 (per un totale di 2.5 miliardi di euro, definiti le “uniche risorse pubbliche disponibili”) siano assegnati in maniera discontinua rispetto al passato: “Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative Italiane – Piemonte – si legge in una nota – si attendono discontinuità rispetto al passato nel metodo di lavoro sulla destinazione dei Fondi, affinché le realtà imprenditoriali rappresentate non siano più relegate in ruoli residuali rispetto alla manifattura di grandi dimensioni e richiamano l’attenzione del decisore regionale sulle priorità, non più da eludere, per il mondo delle Cooperative e per le aziende facenti riferimento a Rete Imprese, riguardanti la competitività del sistema produttivo e lo sviluppo locale”.

Secondo Maria Luisa Coppa, presidente pro tempore di Rete Imprese Italia Piemonte, “Il mondo delle piccole imprese e della cooperazione rappresenta un giacimento di potenzialità finora non adeguatamente valorizzato, sul quale il Piemonte deve puntare per recuperare la produttività perduta: in questo senso è importante che i prossimi fondi strutturali europei siano aperti anche all’innovazione soft (inclusi nuovi modelli di business, marketing, ecc.) non necessariamente riconducibile a investimenti di importo elevato e di natura materiale, abbinando le politiche di sviluppo aziendale ai percorsi formativi dedicati alle aziende. E’ importante che le imprese di tutti i settori, indipendentemente dalle loro dimensioni, siano messe in condizione di avviare, singolarmente ovvero in rete con altre realtà aziendali, i percorsi di crescita necessari per rimanere competitive in un mercato sempre più complesso e mutevole, potendo contare su appositi strumenti a sostegno dell’accesso al credito e alla diffusione delle nuove tecnologie informatiche.”

“Il rilancio delle opportunità della nostra Regione – sostiene Giancarlo Gonella, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative del Piemonte – passa anche attraverso azioni di sviluppo locale che diversifichino il sistema produttivo, con innovazioni organizzative e tecnologiche di tipo sussidiario, inclusivo e sostenibile nel lungo periodo”. Il presidente dell’Alleanza delle Cooperative piemontesi sottolinea anche come la collaborazione delle imprese cooperative con l’ente locale possa operare a 360 gradi: l’esempio è la gestione dei servizi pubblici. “Esempi di innovazioni organizzative e tecnologiche sono l’uso delle acque o biomasse pubbliche e private per trasformazioni energetiche elettriche, termiche e in cogenerazione, oppure dei rifiuti ai fini del loro riuso, nonché la gestione dei servizi pubblici in partenariato pubblico-privato. In particolare, il privato sociale può intervenire laddove le Istituzioni accettino di limitare la propria azione alla definizione degli obiettivi e al monitoraggio dei risultati e laddove sia necessario il parziale finanziamento di quei servizi per i quali la tariffa non è sufficiente per coprire pienamente i costi”.

 

 

 


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