Lavoro: “Interrotto il confronto per il rinnovo del CCNL Multiservizi”

Trasporti-logistica

Si interrompe il confronto per il rinnovo del CCNL Multiservizi. Il 20 febbraio le parti firmatarie del CCNL Multiservizi si sono incontrate per definire il possibile accordo di rinnovo del contratto collettivo scaduto ad aprile del 2013. L’incontro avrebbe dovuto creare le condizioni per addivenire alla conclusione del negoziato dopo che il lungo confronto tra le parti aveva visto un progressivo avvicinamento delle posizioni che aveva portato ad un pacchetto di argomenti.

Tra questi, fin dall’inizio della trattativa, il tema dell’adozione di misure di contrasto alle forme di microassenteismo fondate su un ricorso anomalo all’istituto della malattia ha sempre rivestito particolare rilievo.

Le organizzazioni datoriali – Agci Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Legacoop Servizi, Anip Confindustria, Unionservizi Confapi – hanno dovuto prendere atto della volontà delle organizzazioni sindacali di interrompere il confronto.

Le organizzazioni sindacali hanno, infatti, espresso la loro indisponibilità ad entrare nel merito della proposta di modifica del trattamento di malattia i cui contenuti sono in linea, se non meno rigorosi, di quanto già oggi previsto in altri contratti nazionali di categoria.

Secondo i dati elaborati dalle imprese del settore, infatti, il trattamento dei primi tre giorni di malattia (cd. periodo di carenza) incide nell’arco dell’anno per quasi l’80% del trattamento complessivo di malattia. Senza considerare che l’abuso “strategico” dell’istituto della malattia penalizza anche i lavoratori che si presentano regolarmente a lavoro e che sono chiamati a far fronte alle conseguenze che frequenti assenze di breve durata determinano sul piano dell’organizzazione del lavoro. La proposta, in ogni caso, non riguarda quei lavoratori affetti da patologie croniche o gravi, per le quali, anzi, le imprese del settore hanno espresso disponibilità ulteriori misure di sostegno.

Per questo le organizzazioni datoriali prendono atto, ma non comprendono, la scelta delle organizzazioni sindacali di non voler affrontare un tema che ha costituito fin dal principio oggetto del confronto per il rinnovo del contratto.


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