Al via Vinitaly. Le nostre cooperative regine del settore

Cresce il fatturato delle cantine cooperative, che a fine 2018 ha raggiunto la cifra record di 5,2 miliardi di euro, pari al 40% di tutto il giro d’affari del vino nazionale. Secondo quanto attesta l’ultima indagine sul settore dell’Area Studi Mediobanca, la crescita del fatturato delle cooperative è stata del +9,2% sul 2017, trainata dalle vendite sul mercato interno (+13,6%). Più di un terzo del fatturato è generato oltre confine: nel 2018 l’export delle cantine cooperative ha toccato la cifra record di 2 miliardi di euro, una quota pari al 31% del valore complessivo delle esportazioni italiane di vino, che hanno raggiungo nel 2018 i 6,2 miliardi di euro.

“La crescita del fatturato del sistema cooperativo – spiega Giorgio Mercuri, Presidente Alleanza Cooperative Agroalimentari alla vigilia del Vinitaly – attesta ulteriormente la vitalità di un sistema che si è dimostrato negli anni sempre più in grado di garantire redditività alle migliaia di soci produttori, di preservare la coltivazione della vite anche in zone a rischio spopolamento e di spingersi con successo, specie con le strutture più dimensionate, in tutti i grandi mercati internazionali, come gli Usa, il Regno Unito e la Cina”.

L’indagine sul settore vinicolo dell’Area Studi Mediobanca ha analizzato anche i bilanci di tutte le aziende italiane con fatturati superiori ai 60 milioni. Nella classifica compaiono ben 4 cooperative nei primi 10 posti: Cantine Riunite & Civ (al primo posto con 615 milioni), Caviro (2° posto con 330 milioni), Cavit (7° con 190 milioni) e Mezzacorona (8° con 188). Sono in totale otto le cooperative con fatturati superiori ai 100 milioni di euro presenti in classifica e 14 con più di 60 milioni di fatturato.

Oltre 9mila addetti in 480 cantine cooperative, 141mila soci aderenti, una produzione pari al 58% del vino italiano sono gli altri numeri della cooperazione vitivinicola. La valorizzazione dei soci è garantita da un livello medio di prevalenza mutualistica che si attesta ben oltre l’82%. In termini occupazionali, la cooperazione vitivinicola associata dà lavoro a oltre 9.000 persone, di cui il 67% è impiegato a tempo indeterminato.

Codice contratti pubblici: Alleanza Cooperative, bene delega per cambiarlo ma sbloccare cantieri

Il percorso di revisione del Codice dei contratti pubblici, aperto dal Governo con la recente approvazione di una legge delega e proseguito dal Parlamento con l’avvio di una consultazione tra gli operatori economici per individuare i principali ambiti di modifica, è opportuno e condivisibile; ma in attesa che la legge delega compia il suo iter e vengano approvati i relativi decreti attuativi è necessario apportare in tempi brevi alcune prime modifiche al Codice per sbloccare i cantieri e rilanciare gli investimenti.

A sostenerlo sono stati i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative Italiane nel corso dell’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’applicazione del Codice dei contratti pubblici, svoltasi presso la Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato.

La valutazione dell’Alleanza muove dagli effetti negativi prodotti dalla riforma entrata in vigore nel maggio 2016, testimoniati dalla drastica riduzione dell’emissione dei bandi di gara nell’ambito dei lavori pubblici, rispetto alla quale sembrano ancora insufficienti i parziali recuperi registrati nel 2017 e nel 2018. Senza dimenticare le difficoltà derivanti dall’applicazione del Codice all’assegnazione e alla cantierizzazione dei lavori.

“Gli ambiti di modifica presenti nella consultazione -hanno sottolineato i rappresentanti dell’Alleanza- toccano tutte le principali problematiche che anche noi abbiamo sollevato e pertanto auspichiamo che vengano portati avanti con decisione tenendo conto dei principi contenuti nella direttiva europea del 2014 (per la quale l’Italia ha subito l’apertura di una procedura di infrazione per violazione nel recepimento) e del generale divieto di eccesso di regolazione, in un’ottica di semplificazione che renda più agevole trasformare le risorse stanziate in questi anni in quei lavori necessari a rimodernare e manutenere un Paese che vive criticità infrastrutturali sempre più gravi”.

Nel merito, l’Alleanza delle Cooperative ha elaborato una serie di proposte dettagliate, alcune delle quali potrebbero essere concretizzate da subito attraverso un provvedimento ad hoc mirato a sbloccare i cantieri e rilanciare gli investimenti.

In concreto, l’Alleanza propone di assicurare: il chiarimento dei profili di responsabilità amministrativa, erariale e penale dei funzionari pubblici, al fine di evitare il “blocco della firma”; la modifica della disciplina della solidarietà all’interno dell’ATI, per evitare il contagio del sistema a causa delle crisi aziendali scoppiate nell’ultimo periodo; la revisione della normativa sul subappalto, con particolare riferimento alle limitazioni all’utilizzo in fase di esecuzione e di qualificazione e all’obbligatorietà dell’indicazione di una terna di subappaltatori; l’individuazione di mezzi alternativi di risoluzione delle controversie in fase di esecuzione, rivedendo la disciplina dell’accordo bonario, dell’arbitrato, della transazione e il ripristino del collegio consultivo tecnico; la semplificazione del percorso deliberativo per il finanziamento e la progettazione delle opere pubbliche, in relazione al ruolo del CIPE, della Corte dei Conti, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e delle conferenze dei servizi; Il superamento del principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia. L’Alleanza chiede, inoltre, di assicurare certezza circa i tempi di programmazione, svolgimento e conclusione delle procedure di aggiudicazione dei contratti e l’effettiva applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

 

(Foto Ansa)

PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE: SI FERMINO I TAGLI E SI AVVII TAVOLO DI CONFRONTO APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUSEPPE CONTE

Roma, 15 dicembre 2018 – Alleanza delle Cooperative, File, Fisc e Uspi hanno deciso di scrivere un appello al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
“Chiediamo al Presidente un ripensamento urgente del Governo rispetto ai tagli indiscriminati di risorse del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione – si legge nella lettera inviata al Presidente del Consiglio -. I tagli sono previsti in un emendamento all’interno della Legge di Bilancio in discussione e approvazione al Senato. I tagli annunciati avranno effetto dal 2019, con ripercussioni pesantissime su diversi giornali cooperativi e delle altre realtà no profit, e su tutto l’indotto. Crediamo che il Governo e lo Stato debbano invece essere parte attiva e vigile per la promozione e  la tutela del fondamentale diritto ad un informazione plurale, in coerenza con l’art.21 della Costituzione, e non mortificare il pluralismo con tagli così pesanti e repentini.
Chiediamo dunque che venga ritirato l’emendamento riferito ai tagli all’editoria e che vanga avviato con urgenza un Tavolo di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla Legislazione attuale, ogni possibile miglioramento sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’’innovazione.
Confidiamo nell’impegno del Presidente del Consiglio di rinviare i tempi di applicazione di ipotesi di tagli dei Fondi al 2020 per creare le condizioni rapide per un confronto serrato sul merito dei cambiamenti da proporre alla  attuale Legge che potrebbe vederci tutti, parte pubblica, cooperative, privati,  impegnati per costruire nel 2019 soluzioni adeguate ed innovative di sostegno all’intera filiera editoriale. Siamo per un sostegno al pluralismo chiaro e trasparente, ma occorre un lavoro serio e di insieme per evitare conseguenze disastrose sul settore.”
Il testo completo dell’appello

Sisma: consegnata oggi la scuola di Pieve Torina

È stata consegnata oggi, a Pieve Torina, la nuova scuola dell’infanzia costruita grazie all’impegno della della Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus, nel comune marchigiano distrutto per il 90% dal terremoto nel 2016.

Un importante traguardo è stato raggiunto grazie al prezioso supporto di tanti donatori, tra i quali Alleanza delle Cooperative Italiane, Cgil, Cisl, Uil con il contributo delle cooperative e dei lavoratori, Moncler, Q8, Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, Kartell, Fondazione Milan e Il Premio Antonio Feltrinelli 2017 Accademia dei Lincei.

Autorità, donatori, volontari e bambini, con genitori e insegnanti hanno preso parte alla consegna della nuova struttura scolastica, avvenuta con il Patrocinio della Camera dei deputati, alla presenza del vicepresidente Ettore Rosato. Una bella festa di Natale per il borgo marchigiano, che ha unito il mondo dello sport, del food, dell’arte, della moda, nel sostegno alla Fondazione Francesca Rava in aiuto alla comunità colpite dal sisma.

Una bellissima mattinata dedicata ai bambini con giochi e fiabe sul tema “montagne e orsi” in collaborazione con Moncler (che ha sostenuto, in particolare, la realizzazione dell’area giochi), condotti dall’illustratrice Giulia Orecchia. A seguire l’incontro con l’artista Silvio Cattani, che ha raccontato l’opera realizzata per la nuova Scuola. E poi ancora il momento con Ciro Salvo, di 50 Kalò, uno dei più grandi pizzaioli al mondo, che ha guidato l’interessante laboratorio di filatura della mozzarella e il percorso di degustazione della Mozzarella di Bufala Campana.

Straordinaria la partecipazione di Lorenzo Licitra, vincitore X-Factor 2017, che a livello personale ha anche contribuito alla Scuola e si è esibito in un’emozionante performance. Presente anche Miss Italia 2018 la marchigiana Carlotta Maggiorana. La giornata è terminata con brindisi inaugurale offerto dal Consorzio di Tutela Prosecco DOC.

Quella di Pieve Torina è l’ottava struttura scolastica consegnata dalla Fondazione Francesca Rava ai bambini delle zone colpite dal sisma, accoglierà fino a 60 alunni. Si tratta di una costruzione definitiva, realizzata con materiali edili naturali, che occupa una superficie di oltre 500 mq, per un investimento di circa un milione di euro. Il progetto tecnico architettonico e la direzione artistica, sono a cura dell’Università di Camerino Scuola di Architettura e Design. Il Maestro Silvio Cattani ha donato una bellissima opera alla nuova scuola: “Giardino d’inverno”, 31 pannelli dipinti con smalti colorati su supporto metallico e, inoltre, ha donato il disegno del campetto da calcio.

L’impegno della Fondazione Francesca Rava in Centro Italia continua. Prossimo obiettivo, infatti, è quello di contribuire alla realizzare un nuovo Centro Civico Polisportivo nel centro del Comune di Pieve Torina. Il Centro sarà ad uso dei ragazzi delle scuole primarie e secondarie e per le associazioni sportive del paese, con campo da pallavolo e una seconda palestra al piano superiore.

Alessandro Gentilucci, Sindaco di Pieve Torina: «Un’opera fondamentale per la ripartenza della nostra comunità ferita. La Fondazione Francesca Rava conosce l’importanza di ripartire dai più piccoli, dalle scuole, dai servizi, per il mantenimento della comunità dopo un dramma come quello che ha colpito il nostro territorio. Esprimo la più forte gratitudine a nome dell’intera cittadinanza, che sono certo non potrà mai dimenticare tutto questo».

Mariavittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus: «Per la Fondazione Francesca Rava, in Haiti come in Italia, è importante fare la cosa giusta nel modo migliore possibile. Per questo abbiamo accolto l’invito del sindaco Gentilucci a realizzare una scuola definitiva che, oltre ad essere sicura, è anche bella ed ecocompatibile; un segno forte di concreta rinascita per questo borgo che vuole continuare a vivere partendo dai più piccoli. Siamo grati che al fianco della Fondazione si siano unite persone, aziende, istituzioni, che rappresentano il meglio del nostro paese: dalla musica alla bellezza, dallo sport al food, dalla moda al design e tanti piccoli donatori che con grande cuore hanno messo il loro mattone».

Newsletter del progetto “Qualità e diritti. Politiche strategiche e livelli di tutele nei contratti pubblici”

Roma, 23 novembre 2018 – Newsletter del progetto “Qualità e diritti. Politiche strategiche e livelli di tutele nei contratti pubblici”

Torna Vivite, il festival del vino cooperativo

Dopo il successo della prima edizione, ritorna anche quest’anno l’appuntamento con VIVITE – Festival del vino cooperativo, manifestazione organizzata dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che si svolgerà sempre presso la splendida cornice delle ex scuderie Le Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, nei giorni 17 e 18 novembre.

L’iniziativa è stata presentata oggi a Milano alla Sala Belvedere del Palazzo della Regione Lombardia, alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Fabio Rolfi. “Sarà una festa del vino, rivolta al pubblico degli appassionati e agli operatori del settore, ricca di eventi e di ospiti”. Ha esordito Ruenza Santandrea, Coordinatrice settore Vino dell’Alleanza cooperative. “Il nostro obiettivo è creare un momento di festa e interrogarci nel contempo sul nostro settore. Quest’anno la manifestazione si incentra sulla sostenibilità, non solo ambientale, ma anche sociale, economica culturale ed etica. A fianco delle degustazioni, degli eventi ludici, ci sarà tanto spazio ai talk show con relatori importanti, della scienza, dell’enologia, del marketing, rappresentanti istituzionali, di aziende grandi e piccolissime, per ragionare di vino e sul vino, fuori da schemi paludati. Con tanta semplicità e voglia di far conoscere cosa c’è dietro una bottiglia di vino. Storie di persone e di lavoro, autenticità e tanto legame col territorio”.

La cooperazione vitivinicola riveste anche un ruolo economico di primo piano nel comparto, come ha evidenziato nel suo intervento Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine-Monitor: “In un settore come il vino, che negli ultimi 5 anni cresce nell’export del 27% e che rappresenta il principale ambasciatore del Made in Italy agroalimentare, la cooperazione – ha spiegato – con oltre 480 imprese e più di 140.000 soci viticoltori, esprime un fatturato di 4,5 miliardi di euro e fa registrare una crescita che dal 2008 (anno di scoppio della recessione globale) al 2016 ha superato il +40%, più della media dell’intero settore vitivinicolo italiano (+38%) raggiungendo addirittura un +53% nel caso delle prime 20 cooperative per fatturato”.

“Tale crescita – ha proseguito Pantini – è stata trainata proprio dall’export: basti pensare che le esportazioni cumulate di vino di queste top cooperative sono cresciute a valori del 44% nell’ultimo quinquennio (contro il +27% precedentemente segnalato). Lo sviluppo delle performance economiche ha portato oggi ad annoverare 8 cooperative nella classifica delle prime 15 imprese italiane del vino nonché 8 italiane nella graduatoria delle principali 15 cooperative vinicole europee”.

La manifestazione sarà prodotta anche quest’anno da Lievita, Format House milanese specializzata nella creazione e nella produzione di format di grandi manifestazioni dedicate al mondo Food & Wine. “La comunicazione di VIVITE 2018 – ha spiegato Federico Gordini, co-fondatore e direttore creativo di Lievita – avrà l’obiettivo di trasmettere quella che sarà l’atmosfera che si potrà vivere durante l’evento. VIVITE sarà un vero e proprio festival, un momento in cui incontrare ‘vite’, persone provenienti da differenti luoghi, da differenti storie e da diversi ambiti oltre a quello del vino. Musica, arte, teatro si incroceranno con sommelier, agricoltori e consumatori per un grande momento di celebrazione”.

 

I numeri della cooperazione vitivinicola

-          484 cantine cooperative

-          140.700 soci viticoltori riuniti

-          9.000 dipendenti

-          60% del vino italiano

-          4,5 miliardi di euro di fatturato

-          8 cooperative nella classifica delle prime 15 aziende italiane per fatturato.

-          8 cooperative italiane nella classifica delle prime 15 cooperative Ue.

Editoria: Alleanza Comunicazione “Tutelare e promuovere il pluralismo dell’informazione”

Roma, 15 ottobre 2018 – No a tagli indiscriminati di risorse del Fondo per il Pluralismo e l’innovazione dell’informazione, ma la proposta, al sottosegretario Crimi e al Governo, di avviare subito un Tavolo di confronto con tutte le categorie impegnate nella filiera editoriale dell’informazione per ricercare, a partire dalla Legislazione attuale, nuovi possibili miglioramenti sul terreno del rigore, della trasparenza e dell’’innovazione.

Per l’Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione la legge sull’editoria, frutto di un lungo e spesso difficile confronto tra Governo, Parlamento e parti sociali nella precedente Legislatura ha certamente ancora molte cose da migliorare, ma rappresenta un primo punto fermo da cui partire.

In particolare, la nascita del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione si è accompagnata alla scelta di inasprire controlli e procedure di verifica sulle condizioni di accesso ai contributi e, nel contempo, a quella di limitarne la soglia massima, in cambio di una diversa certezza per le imprese giornalistiche di risorse, di tempi e modalità di erogazione dei contributi.

In questi anni, infatti, tante testate hanno dovuto chiudere anche per il fatto di non poter confidare su piani di sviluppo imprenditoriali che potessero avvalersi con qualche certezza della quota di contribuzione pubblica (di media attorno al 40% del totale delle attività) prevista dalla legge ma poi regolarmente dimezzata (ex post).

La nuova Legge ha, per ora, positivamente avviato un diverso meccanismo in grado di dare alle realtà cooperative e alle altre realtà non profit che abbiano legittimamente titolo di accesso al Fondo, una nuova opportunità di programmare con criteri di efficienza, efficacia e di valore sociale i propri piani industriali.

Pare, quindi, indispensabile ed urgente per Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione poter avviare un confronto con il Governo che si basi certo non sui “tagli improvvisi e unilaterali delle risorse”, che rappresenterebbero un fatto di assoluta gravità per il pluralismo nel Paese, ma su una nuova logica “comune” di investimento sul pluralismo dell’informazione.

 

 

 

 

 

Una diversa fase di approfondimento e proposta che potrebbe partire da un’ ulteriore verifica delle regole di accesso al Fondo, già molto selettive ma migliorabili, per accentuarne anche la massima trasparenza e una più forte capacità di rendicontazione sociale; ma che potrebbe anche essere rivolta al terreno dell’innovazione, delle piattaforme collaborative, di un nuovo rapporto di interazione con le community e con i territori ed aprire anche una riflessione sul terreno, complementare, della ricerca di nuove forme di sostegno alla domanda.

La richiesta, inoltre, di un comune impegno nel ricercare soluzioni in grado di creare un rapporto tra gli strumenti e gli incentivi verso ricerca, formazione, innovazione, per favorire l’opportunità di ampliare (e non di rischiare la chiusura di molte di quelle esistenti) le voci di testate, di carta e/o online, autenticamente libere e indipendenti che siano in grado di dare voce e protagonismo anche a tanti territori e comunità che ad oggi vivono questa mancanza di un’informazione indipendente.

In una situazione già particolarmente difficile per l’intera filiera editoriale e di fronte a fenomeni crescenti di concentrazione nazionale ed internazionale (in logica di più accentuata cross-medialità), risulta per l’Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione sempre più evidente come non possa essere solo il mercato il regolatore in grado di garantire un effettivo pluralismo delle voci dell’informazione.

Alleanza delle Cooperative Comunicazione ritiene, infatti, che siano necessarie diverse politiche di sostegno, dirette ed indirette, connesse al pluralismo e alle politiche industriali che siano in grado di rivisitare gli attuali strumenti per renderli in grado di corrispondere a questi nuovi scenari di cambiamento a tutela della tenuta della filiera editoriale, di una più ampia pluralità di voci al suo interno e della sua qualità, ma anche a sostegno e tutela delle migliaia di lavoratori che in questa filiera sono quotidianamente impegnati.

Alleanza auspica, infine, che possa essere accolta dal Governo e, dal Sottosegretario Crimi, la richiesta di un confronto ravvicinato e costruttivo con le Associazioni cooperative e delle altre realtà non profit.

 

Comunicato Stampa Alleanza delle Cooperative Italiane Comunicazione

Ufficio Stampa Nazionale

 


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